La Mia Storia in breve

Io non sono una psicologa. Sono solo una persona che conosce ciò che provi nella mente e nel corpo.

Ho attraversato tre grandi ondate di ansia irrazionale, ciascuna scatenata da un pensiero automatico che è poi esploso in paranoie. La prima, da adolescente, fu l’ossessione che l’amore non potesse restare puro nel tempo: mi rubava il sonno finché non presi un ansiolitico naturale e tornai serena in poche settimane.

 

La seconda ondata arrivò leggendo un romanzo: a un certo punto della storia, un personaggio si suicida e nella mia testa nacque il paradossale dubbio: e se succedesse a me? E se un giorno decidessi di suicidarmi? Controllavo ogni emozione verificando che i miei pensieri non fossero troppo tristi, mi immaginavo in situazioni assurde e contrarie ai miei desideri, chiedevo di continuo certezze impossibili. L’ansiolitico non bastò: andai da una psicologa che mi spiegò la natura delle cosiddette “ossessioni pure” e mi insegnò a sminuire quei pensieri in modo razionale, identificandoli e lasciandoli scorrere. Dopo quattro mesi di lavoro stavo meglio; dopo undici mesi ero di nuovo padrona della mia mente.

 

Otto anni quasi tranquilli, poi al terzo trimestre della seconda gravidanza: nuova ossessione — non ce la farò a gestire due figli — che degenerò in un anno di ansia profonda, insonnia e ritiro dalla vita sociale. La svolta arrivò con un monito semplice ma potente: prima di ogni cosa, accogli la sensazione che c'è dentro di te.

Il mio desiderio

Voglio condividere le intuizioni cruciali nate dalla mia esperienza personale, intuizioni che possono essere utili a chiunque si trovi in una situazione simile alla mia. In fondo, ci sono meccanismi fondamentali che ci accomunano tutti. Se il percorso che ho ideato per me stessa ha funzionato per me, sono certa che potrà funzionare anche per te.